: quale sarà il quesito filosofico di oggi?
Quale grado ontologico riguarderà?
L’essere che è e non può non essere? Il centro nevralgico ultimo del reale?
Di più, molto di più: è giusto che Meta abbia rimosso i profili social di Fabrizio Corona?
Intanto: quello che fa Fabrizio Corona non solo è illegale, ma anche non “giusto”.
Qui si dovrebbe avere un po’ di dimestichezza con l’annosa questione “legge vs giustizia”. La legge esaurisce l’idea di giustizia? Basta che una cosa sia conforme alla legge per essere anche giusta?
Topic interessantissimo che aprirebbe anche al problema del principio di autorità che non può avere fondamento in se stesso ma, insomma, fermiamoci subito e torniamo a Fabrizio.
Fabrizio e le sue “inchieste”, che sono solo quelle potenzialmente virali, quelle interessanti per il popolo ballerino di TikTok, quelle che cercando di far crollare i “sistemini” perché dei “sistemoni” non fotte a nessuno.
Con il marcio della sanità pubblica - per fare un banale esempio e citare il mio tarlo - non li fai i big like, non li fai i dindi: l’abbonamento te lo comprano se gli dici chi si è fatto inculare da Signorini o chi ha inculato Signorini e non, per dire, quanto incassavano gli ospedali nel 2020 per ogni morto dichiarato di Covid.
Quelle inchieste pruriginose, che fanno leva sul gossip, l’unica cosa, oltre al calcio, che veramente muove il nostro paese.
Ma chi può condurre un’inchiesta, in Italia?
Potenzialmente chiunque, direi, PURCHÉ RISPETTI LA LEGGE.
Chiunque, quindi, può indagare, sia giornalisti che non giornalisti, con delle differenze sostanziali.
I giornalisti godono di maggiore credibilità e sono soggetti a regole deontologiche ma hanno anche delle tutele (non mi addentro).
I non giornalisti ce l’hanno un po’ più nel culo: sono maggiormente esposti a querele e hanno la responsabilità legale piena su ciò che pubblicano, hanno più gli occhi puntati su quel “PURCHÉ RISPETTI LA LEGGE”.
Quale legge?
Sua maestà il Codice Penale, per esempio: non ci deve essere diffamazione, calunnia, violazione della privacy, non ci devono essere intercettazioni illegali, c’è il divieto di accesso abusivo a sistemi informatici, ecc.
Ma, soprattutto, ci deve essere “verità sostanziale dei fatti.”
Perciò il modus operandi di Corona è chiaramente illegale: mette una crocetta su tutte le opzioni di cui sopra.
E, se fosse solo illegale, io sarei con lui: commettere qualche reato per la verità lo troverei più che lecito.
Ma è pure contro la “giustizia”: non possiamo auspicare che questo metodo diventi universale perché le prove non sono presentate in modo corretto.
Non abbiamo i contesti ben chiari, abbiamo qualche screenshot qua e là, abbiamo testimonianze raffazzonate, e, punto più alto, la verità dei fatti è solo presunta, sempre mal presentata.
Tutto questo per dire che Corona, con il suo modus operandi, non è una vittima o, peggio, un martire o, peggio, una persona che ha avuto il coraggio di parlare ed è stata fatta tacere con la forza: è una persona che, per soldi, architetta o, come ama dire, “cucina”, scoop adattandoli al gusto del pubblico. Mette più sale dove gli conviene, a discapito della verità.
Poi, come stabilirà la procura, può essere pure che un po’ di verità ci sia, ma avremo sempre un dubbio, dato il modo in cui sono state presentate le prove.
Ciò detto, è giusto che Meta abbia rimosso i profili social di Fabrizio Corona? (Sempre se sia vero che l’abbia fatto Meta per pressioni di Mediaset e non lo stesso Corona, appunto, per aggiungere benzina al suo stesso rogo).
Ovviamente no, proprio perché Corona non deve essere un martire.
Quelli come Corona non vanno zittiti, vanno (se non dicono la verità) smerdati.
Se, invece, dicono la verità, bisognerebbe insegnargli a essere più inattaccabili.
È che l’inattaccabile non li fa i dindi.
L’inattaccabile muore povero.