lunedì 2 marzo 2026

Accussì, sarà psempre sì

 


: abbiamo mandato tutto in vacca.

Abbiamo esasperato la narrazione, nessun ragionamento è più valido.

Dio è morto, ancora.


L’unica cosa che ci avrebbe potuto salvare dalla supremazia dell’AI è la peculiarità dell’intelligenza umana rispetto all’animale e alla macchina: elaborare il contesto, capire il senso profondo della domanda e comprendere l’errore.

L’abbiamo persa.

Non siamo più in grado di discernere tra le situazioni e le nostre argomentazioni non sono più credibili.


Ce l’hanno fatta, quelle “entità”: hanno distrutto l’oggettivo, quel barlume di speranza per cui, al di là del gusto personale, si potevano determinare il torto e la ragione.


Siamo completamente persi.


È già successo. Ma avevamo Nietzsche.

Adesso siamo soli.

Soli in mezzo all’illecito: guerre, politiche, valori depauperati.


Tutto è geniale, così nulla è geniale.

Tutto è inaudito, così nulla è inaudito.

Tutto è maschilista, così nulla è maschilista.

Tutto è molestia, così nulla è molestia.


Abbiamo esasperato i termini fino a farli diventare urticanti e completamente svuotati.


Abbiamo affrontato le battaglie con l’equipaggiamento sbagliato e ora non sappiamo più da che parte stiamo.

Bravi tutti.


Vince una canzone a Sanremo, il festival della canzonetta, non il premio Nobel per la letteratura, e per noi è il preludio di un femminicidio.

Solo perché dice “Saremo io e te, per sempre, legati per la vita, che senza te non vale niente”.

Dovemmo indignarci perché la prima frase è “È cominciato tutto quanto dal principio” (che cazzo, da dove avrebbe potuto cominciare? Dalla fine?).

Invece ci fa rabbrividire quella che, di base, è l’essenza del matrimonio, se ci credi: io e te, per sempre (certo, fino a quando dura).

È l’essenza dell’amore, anche quello sano, che poi può diventare malato ma è una degenerazione, non la regola.

Non è depotenziando l’amore che scongiuri il suo deragliamento.


Ma è andato tutto in vacca.

Tutto è amore, più niente è amore.

Tutto è sessuale, più niente è sessuale.

Siamo tutti liberi, più nessuno è libero.

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