: sapete chi dovrebbe fare propaganda per il referendum del 22/23 marzo?
I filosofi politici.
Quanti filosofi politici se ne stanno occupando?
Nessuno, perché sono tutti impegnati a servire Big Mac.
Sapete, invece, chi non dovrebbe fare propaganda?
Gli storici, per quanto carini e adorabili.
I comici che non fanno satira, per quanto adorabili e patagarrosi.
I cantanti, poco adorabili.
Gli pseudo-intellettuali, per nulla adorabili.
O meglio, potrebbero fare propaganda, visto quella fantomatica “voce dal palco” che va tanto di moda, ma dovrebbero essersi adeguatamente formati e, soprattutto, non essere invischiati politicamente.
Per questo referendum non serve il quorum.
Conta la maggioranza.
L’unico modo per operare una scelta critica è questo:
1. Leggere il testo della riforma.
2. Capire il testo della riforma.
3. Leggere i quesiti referendari.
4. Capire i quesiti referendari.
5. Se si riscontrano difficoltà (raga, non capiamo le istruzioni per montare una sedia), farsi aiutare da chi mastica quel linguaggio e, come sopra, non è invischiato politicamente.
Cose da non fare:
1. Seguire acriticamente il consiglio di chi reputate illustre ma che si occupa di altri ambiti, perché può sbagliare (fallacia dell’argumentum ad verecundiam, ma non è questa la sede per parlarne).
2. Seguire questa o quella fazione politica: qui le carte sono molto mescolate.
MOLTO IMPORTANTE:
Credere nell’intoccabilità del testo sacro, bloccare il processo ermeneutico, porta al fanatismo.
Figuriamoci se, a essere considerato sacro, è un testo normativo: questo e ciò che porta all’ismo, scegliete voi la radice.
È impensabile considerare intoccabile una legge che viene scritta, da mano umana, in un determinato contesto e in un determinato periodo. A volte come reazione emotiva a una bruttura appena successa.
Ciò che ci viene chiesto è estremamente tecnico e immensamente difficile ma non impossibile.
Se non abbiamo intenzione di perdere ore per comprenderlo (perché ci vuole davvero moltissimo tempo) stiamo a casa.
Col mettere una X obnubilati dall’ars oratoria di questo o quello rischiamo di fare un danno serio.
Non facciamoci fottere dal circolo per cui “se voti Sì sei di destra e fai schifo, se voti No sei di sinistra e sei figo” e viceversa: è un po’ più complicato di così.
Dopo la salute, è la questione più importante di tutte.
Per cortesia, eh.
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