martedì 24 febbraio 2015

Competenze cosmetiche alessandrine






: un anziano alla commessa di un negozio, indicando la classica Nivea blu nel barattolo di latta:
“Scusi, questa va bene per le mani? E per la faccia?”
Salta su una signorotta inorridita che specifica che per la faccia va bene solo se va in montagna perché è troppo "ricca", così la commessa aggiunge (piena di evidente competenza decennale nel settore medico-cosmetico):
“Si, solo se va in montagna... O al MARE!”

E fu così che il povero anziano, privo dell'apparato tegumentario ormai sciolto, venne ricoverato nei Grandi Ustionati di Cogoleto.

venerdì 13 febbraio 2015

Mi dai un cicles?







: riuscirà mai, l'alessandrino, a fare qualcosa che piaccia soltanto a lui?
Riuscirà mai a preferire un locale all'altro, senza che sia di "tendenza"?
Riuscirà mai a giudicare lucidamente dove il cibo sia egregiamente cucinato e non senplicemente taggato?
Riuscirà mai ad andare in un bar perché lì il mojito è più buono e non perché ci vadano le audaci greggi al pascolo?
Riusciremo mai, IN Alessandria, a non avere queste guerre d'avanguardia?
Perché comunque, le nostre guerre, saranno sempre guerre fra poveri: l'etichetta "provinciali" è appiccicata alla nostra nuca come un indelebile codice a barre e si legge ogni volta che chiediamo un "cicles".

giovedì 8 gennaio 2015

Da dove vieni? D'Allah.






: allora, posto che un buon 90% di quelli che stanno usando l'hashtag JeSuisCharlie pensi che ad essere stato ucciso sia il migliore amico di Snoopy.
(Il giornale prende il nome davvero dai Peanuts, ma le sue vignette sono (erano?) di indole decisamente sinistro-suicida).
Siamo d'accordo, è un fatto gravissimo: fino a ieri, i fan più sfegatati di Allah non si erano ancora accaniti sulla libertà di stampa in Occidente.
È un fatto gravissimo: non vorrei che fosse solo il primogenito di un'estesa stirpe di storpi.
Ed è un fatto gravissimo soprattutto perché ha generato un'ondata di ignoranza che nemmeno la D'Urso sui Cult della cronaca nera italiana.
Ieri, per esempio, ho visto Matrix.
Non lo faccio mai, perché è una fetta di informazione da messa della domenica paesana, in cui chi non si lava per tutta la settimana indossa il vestito buono.
Ma ieri si discuteva dell'attentato e mi sono lasciata (at)tentare.
Partecipanti: Salvini, Toscani, Sallusti (che Toscani continuava a chiamare SallustRi, esplicitando di non aver mai preso in mano un giornale), Magdi Allam e un altro che non mi ricordo, comunque militante musulmano del PD (che non è Allah ma è un partito).
Tesi principale di Salvini e Sallusti: "Islam male male, mandiamoli a casa, la nostra civiltà è superiore".
Tesi principale di Allam e dell'altro: "Non facciamo di tutta l'erba un fascio, quelli sono integralisti, non penalizziamo tutti i musulmani che sono piezz'e core".
Lasciamo perdere Toscani, che va in giro per il mondo a definirsi "artista" e ci fa fare le solite figuremmerda.
Ci si interrogava sul "cosa possiamo fare", come se un programmaccio di canale 5 potesse trovare una soluzione alla terza piaga del mondo.
Si batteva parecchio sul fatto che l'altra parte dell'Islam, la parte "moderata", non facesse nulla per reprimere questi gruppi di follia. Si diceva: "Gli altri Musulmani se ne stanno a guardare e non si ribellano, dobbiamo schedarli, controllarli."
Come se si volessero schedare gli italiani perché non si ribellano mentre il folle nucleo politico distrugge il paese, senza Kalashnikov e molotov, ma con le tasse e le prese per il culo.
Come se l'Isis nascesse dalla moschea di Piazza Santo Stefano.
Come se sapessimo davvero tutto, tutto sulla storia, sulla filosofia, sulla civiltà, su tutto ciò che ci ha portato dove siamo.
E ovunque, in tv, su internet, nell'hyperuranium, la questione si è banalmente ridotta ad una partita di pallamano fra razzisti e non razzisti, con quella ferocia virale propria dei nostri anni.
Qualcuno si indigna perché la "libertà di espressione" è stata intaccata e scende nelle piazze brandendo penne e matite.
Il vero problema non è la libertà di espressione, il vero problema è la libertà. Il vero problema è come siamo arrivati a non averla più. Il vero problema non è la religione, ma l'umanità.
Le nostre erano, e sono comunque, matite senza mina.

Poi, come per dare un calcio in culo a chi è sull'orlo del precipizio, MARIANO DI VAIO si mette nudo di tre quarti in palestra e ci dice la sua.
E piovono like.

lunedì 22 dicembre 2014

Guardo l'ora sul mio Polex







: sono le ore 7.35 di lunedì mattina e io sto ancora andando a Genova per affrontare un bel quattro ore di mappazzone su John Locke.
L'umore non è alle stelle ma, con grande forza d'animo, mi accomodo nella mia carrozza reale: un treno che sa di pecorino.
Alla mia sinistra un gruppo di ragazzine, che ho appurato essere del liceo, in ansia per i regali di Natale.
Una di loro deve comprarne uno a sua mamma, un'agenda forse, ma non di Gucci o Vuitton, qualcosa di meno caro, magari di Cartier.
Da lì, un'animata discussione sul fatto  che a loro non piaccia Dolce AND Gabbana e nemmeno Micheal Kors e loro di queste cose se ne intendono, perché hanno un amico che fa il "rappresentante da Tiffany".
Ora, cuori miei, mi sta bene che non affrontiate questioni metafisiche nell'età adolescenziale e alle otto del mattino, ci mancherebbe ancora. 
Però, la vostra è proprio l'età giusta in cui si deve imparare a parlare solo di ciò che si sa, per evitare di fare grosse figuremmerda.
La moda, per esempio, è una cosa seria. 
Non la "moda", quella di chi compra da Zara o H&M (come me), e vi vuole insegnare a vestirvi.
Quella moda lì non ha pretesa di argomentazione, come i libri di Fabio Volo: puoi leggerli, se vuoi, ma non puoi discuterne. Non si blatera sul nulla.
Non si parla delle peppe di Cafè Noir, ma si può disquisire per ore delle Calzature di Ferragamo.
Una scarpa del genere è arte e dell'arte si può parlare, scrivere, commentare.
Cafè Noir si compra, Ferragamo si contempla.
(Io sono troppo povera per entrambi e vado al Globo, ma la filosofia mi renderà ricca!)
Sentir dire "qualcosa di meno caro, magari Cartier" provoca la stessa sensazione di un certosino che si fa le unghie su una lavagna.
Per non parlare dell'accostamento Dolce E Gabbana/Michael Kors, o dell'amico rappresentante da Tiffany.
Vedervi atteggiare da "esperte del settore" per aver visto due video outfit su YouTube è un'amara fotografia della situazione attuale:
'ste vacchette non si informano nemmeno su ciò che trovano accattivante, figuriamoci se sanno chi votare.
Povera Italia.

mercoledì 10 dicembre 2014

Al dolce sindaco della mia città





: Ritona mia bella,
dimmi la verità, lo fai apposta?
Cioè, c'è un Guinness World Record della figuremmerda al quale ambisci?
Perché non è da tutti fare così aristotelicamente male il proprio lavoro: a me, talvolta, hanno tagliato da schifo i capelli, mi hanno messo l'aglio nella pasta quando non lo volevo, mi hanno accorciato troppo i pantaloni, ma non in modo così sistematico.
A tutti capita di sbagliare però tu, Ritona cara, proprio non ne azzecchi una.
Sei una certezza, per carità. Come quel gioco delle due sentinelle in cui una dice sempre la verità e l'altra dice sempre una bugia.
Ecco, tu pesti sempre una merda.
Anche quando potresti, potenzialmente, fare bene. Tipo, hai scelto il luogo peggiore per mettere una pista di pattinaggio. Il peggiore. Non è da tutti individuare così puntualmente i punti critici e ciò che i cittadini NON vogliono.
Brava, tale coerenza va premiata.
Mandandoti a casa.

martedì 9 dicembre 2014

Scarabocchiare un cazzo di post-it e diventare Re Sole







: correva l'anno 2003 ed era Natale.
L'adolescente Giada voleva fare un regalo speciale ad un'amica speciale per tirarle su il morale, perché stava molto male. (Ho scritto veramente delle rime così di merda?)
Allora Giada, che era squattrinata e non poteva scegliere la via del materiale, puntò sul sentimentale: prese un miliardo di POST-IT e li riempì di frasi coccolose (SUE, non scopiazzate), costruì tutta una faccenda (che non sto a riportare) e diede il regalo alla sua amica, che ne fu felice e pianse come un vitello.
Siccome l'idea era molto bella e originale per l'epoca, Giada decise di inviarne una copia alla "Post-it Enterprise in the world uazzamanna"per posta, perché la comunicazione su internet non era ancora così battuta.
Ovviamente, la suddetta non la cagò di pezza.
E la sua amica, dopo averle frantumato i coglioni anche alle due di notte con i suoi drammi, la cancellò dalla sua vita.
(Questa sarà una costante anche per la Giada adulta).

Sono passati undici anni e, proprio quando avevo metabolizzato la storia dei Post-it non pensandoci quasi più, cosa accade?
Che un rosso di capelli sfuggito per un pelo al bullismo diventa ricco con la mia idea: inizia scrivendo "Chi trova un amico trova un tesoro" su dei Post-it, diventa famoso su YouTube e pubblica addirittura un libro.

Ci manca solo che la mia ex amica, avvezza alla depressione e sostenitrice del pugno chiuso, inventi una nuova versione del Prozac e lo venda al governo ladro.

mercoledì 5 novembre 2014

Casco e ci ricasco: MiaChiara attitudine.







: si è placata la tempesta fulmini e Moncler.
Tutti a comprare i piumini SaveTheDuck, con piume sintetiche.
Nessuno si indigna per lo sciacallaggio dei produttori concorrenti, come il sopracitato o Patagonia, ecc, che si sono subito mossi per carpare il diem.
Nessuno si chiede se, per caso, non fosse tutto montato per  vendere/comprare/vendere azioni.
La confusione della denuncia (le povere bestie straziate, le dubbiose condizioni di lavoro o il prezzo troppo alto rispetto ai costi di produzione?) e il polverone costruito ad hoc (a), mi portano a pensare ad una banale previsione:

Tempo sei mesi, un crollo in borsa e vari comunicati stampa, la Moncler farà trasmettere da un altro programma di denuncia e condivisione virale (ma non Report, che non guardate) molto più d'impatto, tipo Le Iene, un servizio di pentimento e redenzione, in cui illustra la catena di montaggio ITALIANA che produce piumini d'oca, vera, ma "spiumata con rispetto".
Sarà legittimata, così, a vendere i suoi nuovissimi piumini (che voi crederete cambiati, ma saranno gli stessi) come marchio di qualità ed eccellenza.
Piumini che voi comprerete, come comprate le giacche di pelle, le scarpe di cuoio, gli Ugg, ecc. fottendovene degli animali, come avete sempre fatto.
La vera pelle, le vere pellicce, le vere piume, provengono da animali veri che, per quanto possano essere uccisi poco barbaramente, vengono sempre uccisi.
Le condizioni lavorative sono sempre (o quasi) oltre il limite dei diritti umani.
Non sappiamo come: non ci informiamo, non conosciamo, non ci interessiamo.
Ci pensiamo solo quando scatta la psicosi virtuale.
La nostra esistenza da onnivori coscienti di ciò che ci fa comodo dovrebbe farci tacere.
E invece parliamo e sparliamo, facendo solo grandi figuremmerda.