: non puoi bloccare l'atto terroristico di un singolo folle insospettabile che decide di svegliarsi un mattino e sparare in una scuola.
(E su questo avrei da ridire, perché gli indizi ci sono sempre, è che noi diamo retta alle mamme, ai buoni, ecc. Ma facciamo finta che la gente impazzisca da un momento all'altro).
Il terrorismo seriale, invece, lo puoi bloccare.
Perché è organizzato, comunica su internet, manda video, si allena alla luce del sole che manco Rocky.
Se non lo blocchi, è perché non vuoi.
Io non voglio credere che un branco di pecorai tenga in scacco il mondo.
Hanno i processi cognitivi dei bonobi, non si sono evoluti.
Preferisco credere che il mondo voglia farsi tenere in scacco perché fa comodo, per soldi o per questioni che non comprendo.
Preferisco crederlo perché in una parte di mondo io, contrariamente a quanto si possa pensare, ho fiducia.
Ho fiducia nel mondo che ha fatto nascere Aristotele, Einstein e Alda Merini (sì, lei!).
Preferisco pensare che il mondo sia venale e non stupido.
Son gusti.
Il problema è: che si fa?
Che facciamo noi?
Perché, non so se l'avete notato, ma stanno accuratamente evitando l'Italia girandoci intorno.
Forse perché il dolce si mangia alla fine, forse perché siamo collusi con loro come siamo collusi con tutto ciò che di più marcio esiste, non so.
Ma, aldilà di pensare al nostro paese, qualcosa dobbiamo fare.
Cosa?
Non so.
La punta di follia che è in me suggerisce di eliminare la gramigna, come faceva mia nonna in campagna.
Perché è vero che tutte le religioni sono pericolose, ma se non vedete che l'Islam lo è di più, raga, avete un problema. Ed è più pericoloso per un insieme di fattori che non sto ad elencare. Poi, è chiaro, gli atti terroristici non provengono dall'Islam moderato. Ma siamo sicuri che ci sia un Islam moderato? Boh.
Tutti abbiamo un difetto più grosso degli altri e il mio è la tendenza al totalitarismo. Ma la sedo, la blocco.
C'era un tempo in cui volevo buttare benzina sui campi rom e bruciarli, perché ero fermamente convinta che quelle persone, che vivono da parassiti pesando sulle vite degli altri e rosicchiandole con i loro furtarelli, non meritassero di vivere.
Sono cambiata, per fortuna.
Ma in me c'è sempre una vocina che suggerisce di eliminare i problemi alla radice.
Appunto, qua la radice dov'è?
È vero che la cellula principale da cui proviene il tutto è formata da pecorai, ma poi ci sono anche ragazzi cresciuti all'occidentale.
Chiudere le frontiere non so quanto convenga.
E comunque non sarebbe definitivo. Come buttare il bygon negli angoli della casa quando le blatte ti hanno infestato le fondamenta e l'interno dei muri.
Forse ha senso in paesi in cui la legge vale qualcosa ma in Italia, raga, se il poliziotto vede cento euro non capisce più niente.
E poi, ci barrichiamo in casa quando gli zombie ci picchiano sulle finestre? Quando infestano i mari?
Non potremo più andare in Sardegna?
Son problemi.
Quindi? Che si fa?
Raga, forse l'entità ha dato retta a Miss Italia e ci ha dato la guerra mondiale.
Ci deve essere qualcosa che possiamo e dobbiamo fare (oltre a non sparare cazzate e a educare i nostri figli!) ma non so quale sia.
Mo' ce penso e vi risolvo 'sta bega.
Dove si cerca il punto G? Qui, si cerca il punto G. O il Punto-di-G. G di Giada. Punto di vista, o zona erogena che, se titillata a dovere, esplode in orgasmi razionali, anche se molto spesso fallaci. Dove si trova il punto G? Qui, si trova il punto G. Anche se, l'importante non è trovare il punto G, l'importante è continuare a cercare il punto G. (Il doppio senso vale solo in italiano, in inglese "punto G" si dice in un altro modo!)
venerdì 15 luglio 2016
mercoledì 13 luglio 2016
Il Buongiorno Gramo di Gramellini
: inizio a non tollerare più la smielata retorica. Non sui giornali.
Credevo che i trenta mi avessero ammorbidita, ma in realtà mi sono inacidita (possibile?) ancora di più.
Non si scrive un articolo del genere.
Non si scrive per il rispetto delle persone morte.
Perché quando muoiono delle persone per un errore tipicamente umano (o una tendenza tipicamente umana) su un giornale si dovrebbe analizzare quell'errore.
E basta.
Per i fronzoli ci sono (e fortunatamente, eh!) i libri, i blog, ecc.
Un buongiorno del genere lo si dovrebbe dare, nel 2016, solo su Facebook: è stucchevole.
Può piacere ed è bene che piaccia, ma è un qualcosa di fuorviante.
Senza contare che, a livello argomentativo, la domanda "L'Italia è quella del binario unico o del fiume di donatori?" non ha senso di essere posta.
Molto semplicemente perché, alla vivida luce dei fatti, l'Italia è evidentemente tutte e due le opzioni.
L'Italia è sia terra di imbarazzo che di solidarietà, una non esclude l'altra.
E il problema, è, appunto, proprio quello: è romantico vedere l'unità di un popolo nel disastro; è inquietante continuare a vedere disastri.
La metafora dello specchio ha senso quando c'è una contraddizione in essere (tecnicismo, colpa mia!): per esempio, quando c'è un fiume di donatori e contemporaneamente NON c'è un fiume di donatori. Che ne so, se ci fossero donatori per un terremoto e non per un disastro ferroviario.
Quindi, la metaforaccia su cui si basa l'articolo rende l'articolo un articolaccio.
Le ultime righe sono state un becero virtuosismo, dimenticatele.
Il punto è che, caro Massimo, tu mi piacevi molto e i tuoi libri sono belli, ma in alcuni momenti ci vorrebbero le cinghiate, non le caramelle.
Un giornalista non dovrebbe indorare la pillola, dovrebbe infilare dei grossi suppostoni.
Secondo la mia idea di mondo fantastico, almeno.
venerdì 8 luglio 2016
Il "come"
: ieri mi chiedevo, con un barlume di fiducia nell'essere umano, come fosse possibile che qualcuno non condannasse senza alcun dubbio l'ultrà che ha ucciso il nigeriano a Fermo. Mi chiedevo come fossero possibili opinioni di grazia verso di lui.
Perché, ancora oggi, ce ne sono, eh.
Ci sono opinioni che fanno trasparire un "Sì, l'ha ucciso, ma...".
Voglio dire, ci sono casi (non moltissimi) in cui sembra che non ci debbano essere dubbi sullo scagliarsi, concettualmente, contro un assassino: quando qualcuno confessa di avere brutalmente ucciso un bambino, per esempio.
Il caso di Fermo mi sembrava altrettanto "facile": non puoi essere così bestia da chiamare "scimmia" la moglie di qualcuno e poi ammazzarlo. E non puoi uscire indenne dall'opinione pubblica. Easy, no?
Quindi perché leggevo opinioni titubanti?
Perché la gggente non era disgustata dall'ultrà ma tentennava?
Perché leggevo cose come "Sì, fatto terribile, ma l'immigrazione buuu!"?
(Al di là delle varie savianate, tommasate, gramellinate, per cui Emmanuel l'abbiamo ucciso tutti, che potrei anche apprezzare ma il momento ora non è retorico!)
Come si fa a pensare, in questo caso, "Sì, ok che lo ha ucciso a sprangate, ma..." ?
Come si fa a cercare un qualche movente diverso dal becero razzismo?
L'ho capito.
Per il modo in cui le fonti di informazione che abbiamo ci hanno presentato il fatto.
Ora, io ho la tendenza a pensare che, in questi casi, la migliore fonte di conoscenza siano i nostri occhi: se non vediamo, mozziamoci la lingua.
Ma, siccome qualche cenno di epistemologia mi è stato inculcato, so che possiamo farci andare bene anche la cara testimonianza, se non proviene proprio da interdetti.
Quindi, yeee, leggiamo i giornali.
Ecco, per il caso di Fermo, i giornalisti hanno lavorato proprio male.
In tutti gli articoli che ho letto, la ricostruzione del fatto faceva rabbrividire:
- ultrà chiama "scimmia" la moglie di un nigeriano.
- il nigeriano REAGISCE agli insulti/ DIFENDE la moglie.
- ultrà lo ammazza con una spranga.
Basta.
E da questo si scatena un putiferio mediatico.
Ma vi sembra che ci siano informazioni sufficienti?
Come cazzo li scrivono 'sti articoli?
Cosa vuol dire che "reagisce agli insulti" e "difende la moglie"?
In che modo, caspita?
Sarà ben importante, no?
Perché non salta subito all'occhio quanto manchi una parte fondamentale?
E se, all'insulto, il nigeriano fosse diventato, con ragione, una furia implacabile?
E se l'omicidio fosse stato una degenerazione?
Non si sa. È difficile, forse implausibile, ma non si sa.
Poi, certo, rimarrebbe comunque una vittima di una bestia, un razzista di merda il cui processo cognitivo si è arrestato alle elementari quando, sicuramente, gli altri bambini non lo facevano giocare a calcio e da adulto è diventato un ultrà per riscattarsi.
Ma il fatto non è per nulla chiaro.
Di nuovo.
Non abbiamo elementi sufficienti.
Solo che si parla di migranti e ultras con daspo, argomenti caldi, e l'importante non è informare ma fare i dindi.
Non caschiamoci, perché con le nostre condivisioni, siano esse strappalacrime, intelligenti o idiote, facciamo friggere il mondo.
Perché, ancora oggi, ce ne sono, eh.
Ci sono opinioni che fanno trasparire un "Sì, l'ha ucciso, ma...".
Voglio dire, ci sono casi (non moltissimi) in cui sembra che non ci debbano essere dubbi sullo scagliarsi, concettualmente, contro un assassino: quando qualcuno confessa di avere brutalmente ucciso un bambino, per esempio.
Il caso di Fermo mi sembrava altrettanto "facile": non puoi essere così bestia da chiamare "scimmia" la moglie di qualcuno e poi ammazzarlo. E non puoi uscire indenne dall'opinione pubblica. Easy, no?
Quindi perché leggevo opinioni titubanti?
Perché la gggente non era disgustata dall'ultrà ma tentennava?
Perché leggevo cose come "Sì, fatto terribile, ma l'immigrazione buuu!"?
(Al di là delle varie savianate, tommasate, gramellinate, per cui Emmanuel l'abbiamo ucciso tutti, che potrei anche apprezzare ma il momento ora non è retorico!)
Come si fa a pensare, in questo caso, "Sì, ok che lo ha ucciso a sprangate, ma..." ?
Come si fa a cercare un qualche movente diverso dal becero razzismo?
L'ho capito.
Per il modo in cui le fonti di informazione che abbiamo ci hanno presentato il fatto.
Ora, io ho la tendenza a pensare che, in questi casi, la migliore fonte di conoscenza siano i nostri occhi: se non vediamo, mozziamoci la lingua.
Ma, siccome qualche cenno di epistemologia mi è stato inculcato, so che possiamo farci andare bene anche la cara testimonianza, se non proviene proprio da interdetti.
Quindi, yeee, leggiamo i giornali.
Ecco, per il caso di Fermo, i giornalisti hanno lavorato proprio male.
In tutti gli articoli che ho letto, la ricostruzione del fatto faceva rabbrividire:
- ultrà chiama "scimmia" la moglie di un nigeriano.
- il nigeriano REAGISCE agli insulti/ DIFENDE la moglie.
- ultrà lo ammazza con una spranga.
Basta.
E da questo si scatena un putiferio mediatico.
Ma vi sembra che ci siano informazioni sufficienti?
Come cazzo li scrivono 'sti articoli?
Cosa vuol dire che "reagisce agli insulti" e "difende la moglie"?
In che modo, caspita?
Sarà ben importante, no?
Perché non salta subito all'occhio quanto manchi una parte fondamentale?
E se, all'insulto, il nigeriano fosse diventato, con ragione, una furia implacabile?
E se l'omicidio fosse stato una degenerazione?
Non si sa. È difficile, forse implausibile, ma non si sa.
Poi, certo, rimarrebbe comunque una vittima di una bestia, un razzista di merda il cui processo cognitivo si è arrestato alle elementari quando, sicuramente, gli altri bambini non lo facevano giocare a calcio e da adulto è diventato un ultrà per riscattarsi.
Ma il fatto non è per nulla chiaro.
Di nuovo.
Non abbiamo elementi sufficienti.
Solo che si parla di migranti e ultras con daspo, argomenti caldi, e l'importante non è informare ma fare i dindi.
Non caschiamoci, perché con le nostre condivisioni, siano esse strappalacrime, intelligenti o idiote, facciamo friggere il mondo.
Non scrivere cagate!
: vi siete mai chiesti come funzioni la mente umana? Se esista una mente umana? Se sia sinonimo di "anima"?
Dove risieda? Nel cervello? In tutto il corpo? Nell'ambiente?
Penso di no.
No, non ve lo siete mai chiesti.
E lo penso perché (ha ragione chi me lo dice continuamente!) non ho fiducia nelle cognizioni dei più.
Badate, sono comunque domande prive di risposta, quindi alla fine l'assassino potrebbe essere tanto il maggiordomo quanto il giardiniere.
Ma sono domande che servono per non incappare in quelle che, sicuramente, sono cagate concettuali.
Ogni volta che viene commesso un omicidio, qualunque movente esso abbia, passionale/razziale/razzista/economico, voi vi fate una bella cagata concettuale: buttate fuori tutto, una bella scarica e via, pronti per un nuovo argomento.
Perciò, quando c'è un trend topic, che sapete già che vi farà venire un'irrefrenabile voglia di buttare fuori, non potreste prendere quello che è l'equivalente virtuale di un imodium preventivo, cioè spegnere l'internet?
Perché per me, leggere quei post, equivale a vedervi andare in una piazza gremita di persone, tirarvi giù i pantaloni e farvi una bella cagata davanti a tutti.
Non si fa, su, la cacca si fa a casa propria, chiusi nel proprio bagno.
Quindi, dai!, prendi anche tu l'imodium: non scrivere cagate!
Dove risieda? Nel cervello? In tutto il corpo? Nell'ambiente?
Penso di no.
No, non ve lo siete mai chiesti.
E lo penso perché (ha ragione chi me lo dice continuamente!) non ho fiducia nelle cognizioni dei più.
Badate, sono comunque domande prive di risposta, quindi alla fine l'assassino potrebbe essere tanto il maggiordomo quanto il giardiniere.
Ma sono domande che servono per non incappare in quelle che, sicuramente, sono cagate concettuali.
Ogni volta che viene commesso un omicidio, qualunque movente esso abbia, passionale/razziale/razzista/economico, voi vi fate una bella cagata concettuale: buttate fuori tutto, una bella scarica e via, pronti per un nuovo argomento.
Perciò, quando c'è un trend topic, che sapete già che vi farà venire un'irrefrenabile voglia di buttare fuori, non potreste prendere quello che è l'equivalente virtuale di un imodium preventivo, cioè spegnere l'internet?
Perché per me, leggere quei post, equivale a vedervi andare in una piazza gremita di persone, tirarvi giù i pantaloni e farvi una bella cagata davanti a tutti.
Non si fa, su, la cacca si fa a casa propria, chiusi nel proprio bagno.
Quindi, dai!, prendi anche tu l'imodium: non scrivere cagate!
domenica 3 luglio 2016
Zaza chi?
: volevo far finta di niente perché sono anni che devo far finta di niente per quanto riguarda il calcio.
Perciò volevo continuare.
In generale, faccio finta di niente su questa abitudine snervante che avete di salire esclusivamente sul carro dei vincitori.
Faccio finta di niente sulla "professionalità" con cui ne parlate, come se poteste capirne i meccanismi sottostanti, ecc, come se la sapeste lunghissima.
Faccio finta di niente sul vizio di trattare come idolo qualcuno solo quando fa gol e di coprirlo di merda quando non lo fa.
In particolare, cioè per gli Europei e per la partita di ieri, faccio finta di niente sul fatto che due pirloni con pochissimi gol all'attivo si siano comportati come fenomeni e si siano comportati come fenomeni perché voi glielo avete permesso con le vostre millemila condivisioni su internet: internet, lo ripeto quotidianamente, dà onnipotenza, perciò due minchioni qualsiasi possono fare gesti e balletti per prendersi gioco degli altri.
Faccio finta di niente perché così è, se vi piace.
Ma su una cosa non posso proprio far finta di niente: perché continuate a scrivere che Zaza è "figo"?
Scrivete "Sarai pure bello ma...".
Raga, Zaza è un cesso.
Ora, se vogliamo dire che si ciula una figa (altra fenomena di internet senza competenze né altro che voi avete contribuito a rendere dea) diciamolo.
Ma non è che se uno mischia fluidi corporei con un altro ne assume le caratteristiche, eh.
Zaza è brutto e cattivo.
Manteniamo vivo il nostro approccio infantile alla vita almeno in questo caso.
Perciò volevo continuare.
In generale, faccio finta di niente su questa abitudine snervante che avete di salire esclusivamente sul carro dei vincitori.
Faccio finta di niente sulla "professionalità" con cui ne parlate, come se poteste capirne i meccanismi sottostanti, ecc, come se la sapeste lunghissima.
Faccio finta di niente sul vizio di trattare come idolo qualcuno solo quando fa gol e di coprirlo di merda quando non lo fa.
In particolare, cioè per gli Europei e per la partita di ieri, faccio finta di niente sul fatto che due pirloni con pochissimi gol all'attivo si siano comportati come fenomeni e si siano comportati come fenomeni perché voi glielo avete permesso con le vostre millemila condivisioni su internet: internet, lo ripeto quotidianamente, dà onnipotenza, perciò due minchioni qualsiasi possono fare gesti e balletti per prendersi gioco degli altri.
Faccio finta di niente perché così è, se vi piace.
Ma su una cosa non posso proprio far finta di niente: perché continuate a scrivere che Zaza è "figo"?
Scrivete "Sarai pure bello ma...".
Raga, Zaza è un cesso.
Ora, se vogliamo dire che si ciula una figa (altra fenomena di internet senza competenze né altro che voi avete contribuito a rendere dea) diciamolo.
Ma non è che se uno mischia fluidi corporei con un altro ne assume le caratteristiche, eh.
Zaza è brutto e cattivo.
Manteniamo vivo il nostro approccio infantile alla vita almeno in questo caso.
giovedì 30 giugno 2016
Dici ti piace, ma non ti piace
: alle medie (periodo già notoriamente roseo!) ero entrata in contatto con due ragazze che avevano il vizio di riempirmi di complimenti solo per prendermi per il culo. Era tutto un "Ooooh ma che bei capelli", "Ooooh ma quanto sei simpatica", ecc.
Le detestavo, ma capivo la loro perversione (o semplicemente ho cercato di interpretarla come tale per non reputarle solo due emerite imbecilli): quando dici, per esempio, a una bambina molto brutta che è bella lei dapprima sarà diffidente e non ci crederà. Ma se continui a ripeterglielo, prima o poi, ne sarà felice, sinceramene felice, e tu potrai capirlo dalle sue espressioni facciali.
Ecco, il perverso, colui che si fonde in finti complimenti, gode come un gatto d'estate a vedere il piacere che suscitano le sue false lusinghe: si sta prendendo gioco di te, ce l'ha fatta.
Allo stesso modo le perverse delle medie, probabilmente, nel dire alla bambina brutta che fosse bella, godevano dell'anti-presa in giro, della sua vera felicità suscitata dai loro falsi complimenti. Come accarezzare un cerbiatto e guardare i suoi occhioni di gratitudine, sapendo che di lì a poco lo sgozzerai.
Le odiavo, ma ho voluto darmi questa spiegazione per trasformarle nella mia mente in personaggi splendidamente perversi, le maestre dell'anti-presa in giro, per differenziarle dai bambini banalotti che banalmente mi prendevano in giro, il cui massimo era riferirsi alle orecchie, alla magrezza, ecc.
La presa in giro è genuina, grezza, semplice. L'anti-presa in giro è raffinata, perfida, geniale.
Insomma, senza ramenare il torrone più di tanto, ho costruito quel castello per non sentirmi così idiota da farmi prendere per il culo da due idiote. E così le ho vestite di una veste intelligentemente più elegante.
Ma il punto non è ancora questo.
Il punto è: cosa fa il perverso quando la sua "vittima" si accorge della sua perversione? Gode ancora? Cambia vittima?
Che succede quando la vittima non ha più quella tenera espressione di beatitudine, inconsapevole del gioco perverso del suo carnefice?
Che succede quando il falso adulatore viene smascherato?
Le medie sono passate da un pezzo, ma trovo ancora chi mi fa finti complimenti. Virtualmente. Me li scrive, non me li fa guardandomi. O, per essere proprio sul pezzo, mi mette incessantemente "like".
"Scrivi benissimo!", "Sei troppo sagace!", ecc.
A che scopo? Non vede la mia faccia, le mie espressioni, né le mie micro-espressioni, non può godere del mio piacere nel ricevere apprezzamenti.
E, più importante, io lo so quanto mi stia prendendo in giro.
Dove sta la sua perversione? Dove sta il suo godimento?
Forse dai miei "grazie" digitati capisce che il suo troll è andato a segno?
Chissà.
lunedì 27 giugno 2016
Le virgolette! Le virgoleeeeeette!!!
: ogni volta che leggo uno status che mi piace, che mi piace oltremodo, mi scatta subito la diffidenza e penso: "come è possibile che questo imbecille abbia prodotto una perla di rara bellezza?".
Così digito una parte dello status su Google e, quasi sempre, lo trovo. Ciò significa che l'imbecille ha rubacchiato le parole di qualcun altro.
E divento verde, muscolosa, mi si strappa la canotta e le manone mi friggono.
Come si fa a rispondere "grazie" a dei complimenti per uno status che non è il proprio?
Come si fa ad avere tale disinvoltura?
Come si fa a non dire subito: "non è farina del mio sacco"?
Non mettere le virgolette di citazione è appropriarsi indebitamente di qualcosa. È RUBARE.
Internet non salva la proprietà intellettuale, ma noi possiamo far sì che gli egocentrici che non hanno un ego meritevole non lo accrescano agggratis: quando ci accorgiamo che qualcuno scrive parole non sue, non assecondiamolo spolliciandolo.
Non creiamo dei mostri virtuali.
La "fama" su Facebook dà onnipotenza: crea falsi fenomeni che, un giorno, si sentiranno in diritto di "fenomenare".
Prima di idolatrare qualcuno, assicuriamoci che la sua genialità sia davvero sua e non rubata.
(Senza contare il fatto che complimentarsi con un imbecille, che fa finta che un aforisma come "L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi" sia suo, renda noi più imbecilli di lui).
"Campagna per la sensibilizzazione all'attenzione all'uso delle virgolette per la salvaguardia della proprietà intellettuale, allo scopo di liberarci dai guru virtuali".
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