giovedì 28 febbraio 2019

7.40








: oh, stamattina dormo sul treno.
Oh, se dormo!
Me la dormo proprio di gusto!
Guarda, mi metto pure la playlist con Lana.
Mi accoccolo, mi rannicchio.
Will you still love me when I’m no longer young and beauuuuuuutiful?
Sono abbandonata, ciao mondo.
E poi sale lui, che urla al suo gruppetto di colleghe:
EXPERIMENTAL DESIGN!!! I RAGAZZI DEVONO...!!! GLI STUDENTI...!!!
E parla di cose, fatti, persone.
Con quella voce cavernosa mista a frivolezza.
E ride.
Alle 7.40 di mattina.
Buongiornissimo.

venerdì 22 febbraio 2019

L’appendicite è una cosa meravigliosa






: una signora ha aperto di fianco a me un sacchetto gigante di M&M’s.
Quelle senza nocciolina, le mie preferite.
Io le osservo salivando, nella speranza che una salti fuori e si fiondi sulle mie papille.
Bene, ora quei confetti di cioccolato sanno cosa prova ogni vulvodotata media quando attraversa il viale della stazione.

giovedì 21 febbraio 2019

Pensaci, ché è morbido!






: tutti pensiamo, chi più, chi meno, chi “bene”, chi “male”.
Pensiamo per agire, pensiamo per vivere, pensiamo per giudicare malamente chi visualizza e non risponde.
Ma il Pensiero, inteso come riflessione pura o anche metariflessione (riflessione sulla riflessione) è in essere da circa duemilaseicento anni.
Sono circa duemilaseicento anni che riflettiamo, “noi” in quanto specie, su cose. E che sappiamo che stiamo pensando per pensare, che facciamo ben caso al nostro pensare.
Questo per dire che ci sono concetti che vengono analizzati da circa duemilaseicento anni.
Concetti come “natura”, “principio”, “amore”, “realtà”, “essere” e via dicendo. Quei concetti necessari per l’essere umano in quanto tale.
Quei concetti, perché costituiscano la base delle nostre opinioni, perciò dei nostri discorsi, vanno padroneggiati. Sarebbe anche auspicabile che si sapesse a che punto siamo arrivati nella riflessione su di essi: il Pensiero si evolve e noi dovremmo essere tenuti a conoscere gli stadi di questa evoluzione.
...Se vogliamo che ciò che diciamo sia credibile, almeno.
E non irritante.
Per dire che una cosa è contro-natura, bisogna sapere cosa possiamo intendere con “contro” e, soprattutto, con “natura”.
Altrimenti non sappiamo rendere conto di ciò che diciamo. Delle puttanate che diciamo.
La mente umana, nella sua complessità, è andata molto avanti. Ha toccato punti molto, moltissimo!, alti. Vertici, raga.
Ma la mente umana, in alcune sue parti, nelle sue manifestazioni particolari, è rimasta anche molto, moltissimo!, indietro.


Per dire: alcuni di voi dovrebbero, almeno, scusarsi per il ritardo.

martedì 19 febbraio 2019

I Kant








: stanotte mi sono sognata che avevano usato la casa di Kant a Königsberg (adesso Kaliningrad) come set per il Grande Fratello VIP.
E io che urlavo come un’aquila con l’ala spezzata: come si può anche solo pensarla, una blasfemia del genere?
E tutti che mi dicevano: “Ma come fai a non capire? È una trovata GENIALE! Kant capirebbe, perché tu no?”.
E io che mi sentivo male, male davvero, per vivere in quest’epoca, che confonde il genio con la banalità, invece che in qualsiasi altra.

Che dire? Un’emozione dietro l’altra, che sia sonno o veglia!

domenica 27 gennaio 2019

Il tuo compleanno senza te






: oggi avresti compiuto ottant’anni.
Avremmo fatto un bel pranzo, dei nostri, a casa, come a Natale ma senza panettone, con le paste, che saresti andato a prendere tu, nel solito posto.
Anche l’anno scorso ti abbiamo festeggiato di domenica, ma noi festeggiamo sempre di domenica, in effetti.
Ho voluto fare mille foto, stranissimo per noi, perché me lo sentivo, lo sapevo.
Sapevo che sarebbe stato il tuo ultimo compleanno.
Ti sei sforzato, con una dignità di cui spero di avere ereditato almeno un quarto, di essere presente, con il corpo e con la mente.
E ce l’hai fatta, solo che poi non hai retto e, da quella notte e per una settimana, mi hai aiutato a comprendere il vero significato del termine “agonia”.
Va così per alcuni concetti: devono massacrarti, distruggerti, perché tu li faccia tuoi.
Oppure va così solo per me, per il mio masochismo, per il mio sacrificare la mia stabilità mentale in favore della comprensione.
Che me ne farò mai, poi, di tutta ‘sta comprensione?
Nulla.
Il nulla, più fitto e inutile che mai.
Nulla ho combinato, nulla ho costruito, nulla ho creato e nulla ho desiderato. Il nulla.
E di questo nulla, l’unica cosa che mi fa davvero sentire male è il non averti conosciuto abbastanza, dedicato abbastanza.
Forse avresti apprezzato le cose che penso.
Forse avresti apprezzato le cose che scrivo.
Forse le avresti avute a cuore.
Mi piace pensare che sia così.
Mi piace pensare che, almeno tu, non ti saresti lamentato della quantità delle mie parole, della macchinosità dei miei pensieri.
Avresti apprezzato il mio sarcasmo, questo sì, perché l’ho preso da te.
Avresti, o forse no.
Non lo saprò mai.
Ma niente tristezza, oggi.
Oggi avresti compiuto ottant’anni.
E io un regalo, forse, te l’ho fatto.
Perché te l’ho promesso.
E io, nel nulla che sono diventata, nel nulla che ho costruito, nel tutto che ho demolito, almeno una cosa la so fare: io le promesse le mantengo.
Mi massacro, mi distruggo, mi sevizio.
Ma io le promesse le mantengo.
Buon compleanno, mio adorato nonno.
Spero tu non mi stia guardando, ma spero che tu mi stia sentendo.

venerdì 11 gennaio 2019

Amore è






: l’amore è quella cosa tipo quella che io provo per Aristotele, che quando attacca con le sue dimostrazioni io non lo seguo e mi prende l’emicrania e dico MaCheCazzo,Ari!, ma mi bombo di Synflex e mi sforzo, e lo leggo e lo rileggo, e mi sforzo, tanto da spappolarmi la testa, e lo sudo, e lo trasudo, ma alla fine lo capisco, oh, se lo capisco, e dico MaQuantoCazzoÈBelloCapirti,Ari!.
E quanto cazzo è bello amarti.
Questo è.

martedì 1 gennaio 2019

Punto in comune fra fine e inizio: la merda








: accadde ieri:

Emicrania: “Hey, G, com’è? Tutto ok?”
G: - No, eh. Mollami.
Emicrania: “Ma come? Volevo salutarti e augurarti uno splendido inizio!”
G: - Sì, ok, grazie, a te e famiglia. Ora vattene, ho mille cose da fa... Ahia, cazzo. Aahjdggfbedbdnf aghbdgendhbastardaemicraniainfame.
    ~.~.~ quattro ore dopo ~.~.~
Emicrania: “Psss, G?”
G: - Cazzo vuoi ancora?
Emicrania: “Ci vediamo l’anno prossimo!”

L’anno prossimo (cioè dopo la mezzanotte di capodanno):

Appendice (o checchessia, da definirsi con un’ecografia): “Hey, G!”
G: - E tu chi cazzo sei? Cosa vuoi?
Appendice: “Ti stai divertendo?”
G: - Beh, vedi tu!
Appendice: “Io mi annoio, vorrei fare qualcosa!”
G: - Non è un mio problema. E io vorrei ballare, se non ti dispiace...
Appendice: “Sìììì, balliamo!!! Ballo anch’io, balliamo insieme!!!”
G: No, noooo, aaajgydfghegsbcplrst.

Buon anno.
A me e alla mia famiglia di simpatici organi interni.