mercoledì 10 novembre 2021

O dolce o forte

 



: sono anni ormai che ho abbandonato qualunque velleità giornalistica presente nella mia mente ma, adesso, mi sento di buttarmi in questa straordinaria inchiesta:
che fine ha fatto, nella grande distribuzione, la paprika affumicata?
Ho provato a cercare divieti europei ma non ho trovato nulla: nessuno ne parla.
La paprika affumicata è semplicemente sparita dalla circolazione, sostituita dalla cosiddetta “paprika forte”, che però non è ovviamente la stessa cosa.
Cosa ci stanno nascondendo?

(La mia indagine non è poi così disinteressata, essendo la paprika una delle sole tre spezie che posso utilizzare.)

martedì 9 novembre 2021

Tanto sono vaccinato!



: sono in coda al supermercato, già incazzata perché avrei voluto prendere la focaccia con le cipolle e la brioche al cioccolato, mentre ho in mano le gallette di riso.
Il ragazzo dietro di me continua a starnutire e tossire copiosamente, abbassandosi la mascherina per liberarsi meglio.
Mi giro con aria interrogativa.
Lui, indispettito dalla mia spocchiosa misofobia:
“Oh, non preoccuparti, sono vaccinato!”

E questo è un po’ il problema, raga.
È il problema di far credere a persone non alfabetizzate che la soluzione alla pandemia sia unicamente quella di vaccinarsi dieci, cento, mille volte, dimenticandosi totalmente di adottare le basilari norme di sicurezza.
E di buon senso.
E di buon gusto.
Abbiamo smesso di lavarci le mani e misurarci la febbre, tanto siamo vaccinati.
Pisciamoci in bocca a vicenda per salutarci, d’ora in poi.
Tanto siamo vaccinati.

venerdì 5 novembre 2021

Remember, remember…



: il primo che oggi si azzarda a condividere anche solo un fotogramma di V per Vendetta verrà preso a cinghiate sui denti.
È abbastanza evidente che, nonostante i tatuaggini e lo humor grigio (spacciandolo per nero), di sovversivo non avete un cazzo.
Vi piace il sistema, vi fidate del sistema, sguazzate nel sistema.
Perciò, come maschera bianca, continuate a postare quella che vi appiccicate sulla faccia per la notte, vah, che quello col tempo che passa è l’unico contrasto che vi sta a cuore.

(Sempre che sappiate perché dico questo il 5 di novembre.)

mercoledì 20 ottobre 2021

Come mai ci sono più Green Pass che abitanti in Italia? Chissà.

 



: il numero di Green Pass supera il numero della popolazione italiana perché non c’è solo una certificazione per ognuno ma, per esempio, ogni volta che viene fatto un tampone viene erogato un Green Pass nuovo valido 48 ore.
Io, tipo, ne ho 14.
Questo, però, è un ragionamento logico da, se non scuola elementare, almeno scuola media inferiore.
Se non sei riuscito a farlo passati i quaranta, ti prego, potresti evitare di pubblicare post di presa per il culo verso una certa categoria, visto che l’unico da prendere per il culo (o, se fosse per me, da spedire a Pretoria) dovresti essere tu?
Grazie, cuore.

mercoledì 13 ottobre 2021

È veramente giusto?



: in questa interessante guerra tra poveri (di intelletto), c’è un momento che mi fa particolarmente sorridere, cioè quando arriva il genio che, senza aver mai riflettuto su nulla nella sua vita che non fosse “meglio l’acqua gasata o naturale?”, si chiede se sia giusto o meno far pagare le cure a un malato di Covid non vaccinato.
Per cominciare, raga, non scomoderei un concetto così intricato e dignitoso come la giustizia: basta rimanere al bassissimo livello pratico della legalità.
In Italia la salute è un diritto e non un dovere, o, se vogliamo scendere ulteriormente e strisciare nella fogna riflessiva, è un servizio per cui paghiamo (o dovremmo pagare) le tasse (per noi e per gli altri).
Al nostro sistema sanitario (del quale ci vantiamo immotivatamente ogni giorno davanti al resto del mondo, che ci guarda come se avessimo il naso rosso e ci deride senza pietà) non importa che tu sia bello, brutto, furbo, scemo, pulito, sporco: tu verrai curato anche se non ti curi di te stesso.
Viene curato chi fuma otto pacchetti di sigarette al giorno, viene curato chi si beve anche l’acqua dei cessi pubblici, viene curato chi gioca con le siringhe infette, viene curato chi non si alimenta, viene curato chi si alimenta troppo, viene curato chi si spacca il cranio saltando da un cornicione per ricreare il selfie perfetto, ecc.
Perciò la domanda di partenza dovrebbe essere riformulata in un senso più generale rispetto a una specifica pandemia, contando soprattutto quel piccolissimo particolare per cui - ma qui alzeremmo di un millimetro il livello della discussione e, per carità, non sia mai! - il vaccino in questione non sia una cura ma, al massimo, una misura preventiva: se io salissi su un’auto con una cintura di sicurezza maffa che mi blocca lo sterno e decidessi di non metterla per evitare di soffocare e uno mi prendesse in pieno, sarebbe giusto lasciarmi fra le lamiere sfottendomi a colpi di “La prossima volta ti metti la cintura, cretina!”?
Non lo so se sarebbe giusto, ma sicuramente non sarebbe legale.
Io posso essere un’idiota che non sa valutare se effettivamente una cintura sia buona o meno, ma tu non mi puoi lasciare morire dentro a una macchina distrutta.
Si chiamano “diritti umani”, che non possono essere alienabili o inalienabili a seconda della tesi che si vuole sostenere.
Mi avete stracciato i coglioni per una vita dicendo che anche uno stupido ha diritto di vivere e adesso che mi sono abituata all’idea mi cambiate le regole del gioco?
Ma io vi meno, eh.

giovedì 30 settembre 2021

Scadenze



: devo iscrivermi a una cosa che, per comodità, chiamerò “Stocazzo”.
Scadenza: 30 settembre, oggi.
La “scadenza” è uno di quei concetti che il popolo tende a non cogliere, un po’ come immettersi nelle rotonde.
Con la differenza che, in questo caso, potrebbe non essere colpa di una disabilità cognitiva, come accade invece se non sai se tenere la destra o la sinistra: le definizioni di “scadenza” che ho trovato sono per lo più raffazzonate.
Sembra che ci si debba appellare a convenzioni, più che a significati in sé.
Per esempio, secondo la prima definizione che dà Google, la scadenza è il “termine di tempo prescritto per l'adempimento di un'obbligazione; concr., l'impegno da rispettare o il pagamento da effettuare alla data fissata.”
La scadenza è un termine.
E grazie al cazzo.
Ma cosa intendiamo con termine?
Cosa intendiamo con il termine “termine”?
Quando termina il termine?
Termina, il termine?
Se una cosa scade il 30 settembre, quando scade?
Il 30 di settembre, certo, ma quando, effettivamente, scade?
Quando è il quando del quando?
Sto facendo la cretina, ovviamente, ma questo è il motivo per cui, in campo alimentare, si sceglie di dire “Da consumarsi preferibilmente entro” o “Da consumarsi entro”, e vi giuro che la maggior parte delle persone non ha ancora chiara la differenza.
Comunque, a me è molto chiara.
A me è molto chiaro cosa si intenda con “Scadenza: 30 settembre”.
1) perché mi piace analizzare e sono nata per farlo (se cerchi il doppio senso sei sessista, fascista e complottista).
2) perché vivo in questo mondo fatto di bollette e limiti spazio-temporali.
So che, per certezza convenzionale e del caso specifico noto, se la scadenza per iscrivermi a Stocazzo è al 30 settembre vuol dire che ho tempo ad adempiere fino al 30 settembre COMPRESO.
Ciò significa che io, per cliccare su quel merda di PAGA ADESSO, potrei aspettare fino alle 23.59 ed essere comunque in tempo (cosa che, ci tengo a specificarlo, non vale per i compleanni: gli auguri si fanno entro e non oltre mezzogiorno del giorno stesso, altrimenti puoi considerare interrotta la nostra amicizia).
Ciò significa inoltre che, e veniamo alla questione per cui ho scritto questo assurdo preambolo, io stamattina ero perfettamente in tempo per iscrivermi a Stocazzo.
Sono le ore 10.00 del 30 settembre, ultimo giorno di un mese per me infinito, triste, pesante ed emotivamente ponderoso.
E ultimo giorno per iscrivermi a Stocazzo, cosa che mi è passata di mente nei giorni scorsi per vedi sopra.
Provo ad accedere al sito.
È crashato (o ha crashato? Boh!).
Digito il numero di un ufficio, che per comodità chiamerò “Ufficio iscrizioni a Stocazzo”.
“Buongiorno, signora. So che la staranno chiamando tutti per lo stesso motivo, ma la chiamo anch’io. Devo iscrivermi ma il sito è crashato. Che posso fare?”
- Ah, ho visto. Eh, ha avuto due mesi di tempo, la prossima volta si sveglia prima. -
Respiro. “Non potendo tornare indietro nel tempo, le sto chiedendo cosa posso fare ora.”
- E io che ne so? -
Respiro. “Il suo è l’Ufficio iscrizioni, siccome l’iscrizione si fa tramite il sito e il sito non va, le avranno dato delle indicazioni in merito, no?”
- No. La scadenza è oggi. -
Respiro. “Signora, è oggi compreso. Significa che c’è tempo ancora oggi”.
- Non si fanno le cose all’ultimo. Non so cosa dirle. Io sono solo un’impiegata. PROVI a mandare una mail con la schermata che attesta il crash e qualche santo provvederà. -
A quel punto, io non ho più respirato. Non riporto cosa ho detto alla signora ma, già che ha tirato in ballo i santi, credo si possa intuire la piega che ha preso la nostra conversazione.
Risultato: tre minuti dopo mi sono magicamente iscritta a Stocazzo.
Perché io ho provato a costruirmi una seconda natura, come mi hanno imposto i miei padri spirituali, la mia formazione e le mie sudate carte.
Ma come funzionano la mortificazione della carne, la flagellazione, gli schiaffi mirati, nessuno mai.

giovedì 23 settembre 2021

Giada felice e non felice per il Mercato Europeo.

 


: Giada e la sua pittoresca quotidianità:

La mia vita è un pendolo che oscilla tra un “Cazzo, ma domani c’è il Mercato Europeo! Evvai, mi bombo di antistaminico e mangio l’inferno!” e “Cazzo, ma dove mollo la macchina?”.
Vado da colui che sta transennando viale della Repubblica e gli chiedo se chiuderanno anche via Savona: “Ehm… No, via Savona no. Cioè, mah, non so. Chiami i vigili!”
Sospirando, chiamo il Comando per sapere se chiuderanno anche la mia, di via.
Centralino.
Digito per “Urgenze o richiesta di intervento”. Non risponde nessuno.
Digito “Autorizzazioni e permessi” e poi “Viabilità e manifestazioni”. Mi risponde la voce automatica dicendo che l’ufficio è chiuso al pubblico.
Così per un altro ufficio, di cui non ricordo il nome.
Riprovo con “Urgenze o richiesta di intervento”. Non risponde nessuno.
Digito per “Ufficio Contravvenzioni”. Non risponde nessuno.
Riprovo “Urgenze o richiesta di intervento”. Non risponde nessuno.
Riprovo e, sorpresa-sorpresa!, non risponde nessuno.

Allora (non soffermandomi né sul fatto che uno faccia tempo a morire se avesse bisogno di pronto intervento né sulla non causalità di chiudere l’ufficio al pubblico e bloccare il numero di telefono dell’ufficio), poiché avverto già il demonio insinuarsi nella mia cognizione, cerco su Google un altro numero. (Nel mentre ho raggiunto la posta e sono in coda davanti a un signore).
“Prondo.”
- Buongiorno, vorrei un’informazione. Siccome domani ci sarà il Mercato Europeo e generalmente vengono chiuse sia via Savona sia via Castellani ma in tempo di Covid salcazzo cosa vogliono fare i poteri forti, potrebbe dirmi come sarà la viabilità?
“Eh, creto che via Savona no viene chiussa.”
- Ascolti, “credo” non mi basta. 
“Eh, non ho il foiio davandi. E poi io sono del Crishto. Chiami il Comantoh in via Lanza!”
- Sono del Cristo anch’io (e le pulci nel culo che mi merito per essere passata al centro!). Al di là di questo, in via Lanza non mi rispondono, lei non ha notizie sulla viabilità, anche se il suo ufficio è al Cristo?
“No, sono del Crishto.”
- Bene, ha però un numero da chiamare che non sia il centralino?
“Sì, cetto. Faccia questo numero e secua le indicazioni del centralino.”

Mentre io sono a un passo dall’ictus, il signore in coda dietro di me mi chiede:
“Sta provando a chiamare i vigili?”
- Sì, ma o non mi rispondono o l’ufficio non prende telefonate.
“Strano, a me rispondono sempre!”
Allora io, ché se insinui che sia un’imbecille e mi lanci il guanto di sfida piuttosto muoio ma ti devo smerdare, prendo il telefono e richiamo i vigili.
E stavolta - ovviamente, perché i miei guanti sono sempre di sfiga- digitando “Urgenze o richiesta di intervento”, mi rispondono.
Mi giro di schiena per non guardare il sorriso beffardo e soddisfatto di chi “me l’aveva detto” e chiedo la mia cazzo di informazione, ovvero se quello due cazzo di vie, Castellani e Savona, verranno chiuse per il cazzo di Mercato Europeo.
“Un attimo che cerco l’ordinanza!”
…
…
…
“Eh, non la trovo!”
…
“Ma era qui!”
…
“Eccola! Ah, no, questa è quella di Gagliaudo! Comunque no, secondo me non verranno chiuse.”
- No, signora, ascolti. Secondo me un par de cazzi. C’è modo di sapere qualcosa o no?
“Un attimo.”
…
“Mariiiiiiiina, hai l’ordinanza sottomano? … Ah, l’hanno mandata via mail? … E come si fa? … Senti, non puoi leggermela tu? … Vabbè, ti ricordi mica se via Castellani sarà chiusa? … Pronto?”
- Mi dica.
“Guardi, non riesco a trovare l’ordinanza, comunque NON PUÒ GUARDARE I CARTELLI? Li mettiamo 48 ore prima di chiudere!”
Io, che non so come abbia fatto a tenermi senza dirle che ha la mamma puttana (sto proprio invecchiando!): - Ascolti, signora, non più tardi di tre giorni fa avete messo un cartello di divieto di sosta con rimozione la sera prima per il giorno dopo. Io volevo solo sapere se posso parcheggiare davanti a casa o no. Ma, a questo punto, visto che nessuno è in grado di rispondere a una domanda che stupidamente credevo fosse semplice, metterò la macchina altrove.
“Ah, ok.”

AH, OK. 
Ah ok che c’avete tutti la mamma puttana, ah ok.