martedì 23 luglio 2024

Ché tanto, poi, non la fa.



: capita spesso, da giovane molto di più, che io venga trattata da stupida. 

Sarà lo sguardo bovino o assente, o bovino e assente, sarà la noncuranza che lascio trasparire quando qualcuno mi parla ma, tant'è, non è raro che ci si rivolga a me come la non più sveglia del villaggio.

Prima ne soffrivo molto, poi crescendo (leggi: invecchiando), ho imparato a starmene: la comprensione di testi kantiani e heideggeriani, le inferenze logiche, la metafisica, lo ammetto, potrebbero aver aiutato e non poco nella costruzione del mio fortilizio intellettivo.

Non solo ho imparato a starmene, ad accettare la mia apparente stoltezza, ho imparato a divertirmene.

Poche cose sono più esilaranti - cioè esilaranti per me che nel picco più alto dello spasso al massimo alzo un angolo della bocca - di questa scena: 

mi si sta insegnando a fare una cosa che io, con i miei tempi lunghi da analisi e non da sintesi, impiego più del dovuto ad apprendere.

Mentre io sono lì che sono in procinto di fare, il mio insegnante si spazientisce, troppo tempo, ha fretta. Così sventola la mano in aria come per dire "Via, sciò, faccio io!". E fa una merda. 

O, meglio, non riesce proprio. Non ne arriva a una.

Cioè lui prende le redini, che dovrebbero essere scattanti e risolutive... e fallisce.

Che bello è?

E tu ti limiti a guardarlo.

Con il tuo sguardo bovino. 

O assente.

O bovino e assente.

Che ridere fa?


Quando qualcuno ti fa sentire un idiota perché non riesci a fare una cosa, FAGLIELA FARE.

Ché tanto, poi, non la fa.

giovedì 16 maggio 2024

Vorresti esercitare?

 : ero in sala d'attesa dal dentista, dove sono andata perché avevo fastidio a un dente.

Il dente non aveva nulla ma mi si stanno ritirando le gengive, tema che non approfondirò perché sono state menzionate le parole "dovuto all'età" e mi viene da urlare fortissimo.

Comunque, c'era una donna che parlava della sua passione per la lettura.

Mi urta sempre molto quando qualcuno sbandiera il fatto che gli piaccia leggere, come mi urta sempre molto quando qualcuno sbandiera il fatto che non gli piaccia leggere.

Cioè, mi urta il fatto che non si dica il "cosa". Il leggere da solo, mi urta. Devi dirmi anche cosa ti piace o non ti piace leggere, cosicché io possa giudicarti dall'alto del mio snobismo letterario che poggia sulla base del nulla, visto che io ho letto e sto leggendo pochissimo: sono molto al di sotto dell'accettabile intellettualmente.

Però giudico, perché sì.

Non volevo parlare di questo, però, non c'entrava nulla.

Volevo dire: c'era questa donna che raccontava di quanto le piacesse leggere (non commenterò il libro che aveva con sé, è già tanto se lo sto chiamando "libro").

E io ho abdotto che fosse una suora, una supposizione pregna di preconcetti di cui mi vergogno e che vorrei non aver tradotto in idea ma ormai è troppo tardi: forse era una suora, per me.

E io ho pensato: "Perché no? Potrei farmi suora!".

Non riesco a immaginare qualcosa di più lontano da me del farmi suora: regole, preghiere, fragili credenze, verità celate, moralità, castità (o presunta tale). 

Però in quel momento mi era sembrata un'idea plausibile. 

Come quella volta che ci era mancato poco che mi arruolassi nell'esercito nella sezione logistica.

Nell'esercito, raga. Io. Nell'esercito.

È una bella storia, quella.

Eravamo io, mia sorella e un'altra amica, ormai esistente solo nei miei ricordi adolescenziali, che avevamo deciso di passare il Ferragosto in una torrida Bologna per permettere a quell'amica di accoppiarsi furiosamente con un tizio conosciuto chissà dove. 

Ci sfiorò l'ipotesi che, magari, l'idea potesse essere non brillantissima dal punto di vista della sicurezza personale (cfr. "Massacro del Circeo") ma, insomma, andò tutto bene. Erano altri tempi, e noi ci sentivamo più o meno invincibili.

Ci trovammo in una dimora tipicamente universitaria, diversamente sanificata e precariamente assemblata.

Una fottuta topaia, insomma, dove io e mia sorella avremmo dovuto essere intrattenute dall'amico del tizio mentre lui e l'altra ci davano dentro come conigli.

Questo amico era, appunto, nell'esercito. A fare cosa non ricordo ma, tant'è, ne parlava in modo così entusiastico che ho seriamente pensato che potesse essere un'opportunità per la me diciottenne o giù di lì. 

Io a quell'età pesavo trenta chili bagnata perciò avevo avanzato una timida obiezione legata alla mia fragile fisicità che forse, forse, avrebbe potuto essere un ostacolo al mio prestare servizio al paese.

Ma il ragazzo, dalla soluzione pronta all'uso, mi disse: "Beh, c'è la sezione logistica!".

Mi ricordo proprio di aver pensato "Wow, perché no?".

Cioè trasferirmi in culo a Giove per smistare dei documenti, però, hey!, perché no?

Era solo uno dei miei tanti "perché" farfallini, che durano ventiquattr'ore per poi spegnersi in un battito d'ali.

E così è tutta la mia vita: idee, milioni di idee, che nascono un attimo prima di morire, e rinascono, e rimuoiono.

Però, hey!, perché no? 

giovedì 11 aprile 2024

Fondamentalmente aborto

 : “Non penso sia molto corretto inserire l'aborto nella Carta dei Diritti Fondamentali perché in quel caso le femmine avrebbero un diritto in più e in quella carta si dovrebbero menzionare solo i diritti uguali per tutti gli esseri umani, MAMAGARIMISBAGLIO."

O magari sei un coglione, che dici?

A parte gli scherzi (e soprattutto a parte l'aborto retroattivo al quale obbligherei la madre del sopracitato genio) come si può essere contro al voler ritenere l'aborto un diritto fondamentale?Cioè, qual è l'argomentazione addotta?

Tipo, quando si parla di femminicidio come circostanza aggravante c'è sempre il pirla che salta su e dice "Ma c'è già l'omicidio, che senso ha dare un nome diverso alla stessa cosa?" e quella è una domanda comprensibile se ti cali nei panni della povera bestia che non conosce il percorso semantico che porta alla parola "aggravante". Capisci il perché del suo pueril quesito. Non lo accetti, vorresti menarlo, ma lo capisci.

Ma in questo caso, nell'introduzione dell'aborto nella benedetta carta, non ci sarebbe nulla di ridondante. Non c'è niente che rimandi a quel tipo di libertà, c'è solo il contrario: nel capo II, che riguarda il secondo diritto fondamentale chiamato appunto LIBERTÀ, all'articolo 9, si legge "Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio.".

Perciò credo che non cadrebbe il culo a nessuno se si facesse un insignificante rework aggiungendo un semplice "non" e introducendo, magari proprio lì sotto, il nuovo diritto: c'è il diritto a sposarsi e farsi la cazzo di famiglia come c'è il diritto a non sposarsi e non farsi la cazzo di famiglia, quindi c'è il diritto ad abortire. Fine. Non mi pare che questo sposterebbe l'asse terrestre, no?

O magari la cosa che vi disturba è proprio alla radice, all'articolo 2,1 del capo I, riguardante il primo diritto inalienabile: la DIGNITÀ, che dice "Ogni individuo ha diritto alla vita".

E quindi voi, forti del vostro non aver mai riflettuto su nulla che non fosse l'effettiva durata dell'orgasmo suino o la panna nella carbonara, alzate il ditino e obiettate che se ogni individuo ha diritto alla vita, privare un feto della possibilità di crescere equivale a non rispettare quel diritto.

O, ancora, sulla stessa scia, potrebbe disturbarvi l'art. 24, 2, sempre relativo alla libertà, che recita: "In tutti gli atti relativi ai bambini, siano essi compiuti da autorità pubbliche o da istituzioni private, l’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente".

Ma se possiamo essere d'accordo che un embrione sia vita, non possiamo, non dobbiamo e mai saremo d'accordo che un embrione sia individuo o bambino, per ragioni concettuali, logiche, biologiche, morali e legali che, francamente, se non avete ancora assimilato l'unica soluzione sarebbe aprirvi il cranio e infilarvele dentro (ma a quel punto violerei l'art. 3 del capo I e non sia mai!).

Oppure, tornando proprio alla vostra sterile obiezione iniziale, potrebbe disturbarvi l'articolo 23 del capo II, che dice "La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione. Il principio della parità non osta al mantenimento o all’adozione di misure che prevedano vantaggi specifici a favore del sesso sottorappresentato": introdurre un diritto che riguarda solo le portatrici di utero sarebbe una sorta di disparità. Il che fa già abbastanza ridere da essere ulteriormente indagato, no?

In conclusione (finalmente!), cosa vi disturba?

Cosa vi disturba, piccoli esseri disturbati?

Perché a me disturba che esista un diritto all'obiezione di coscienza (capo II, art 10, 2) ma non il corrispettivo.

Ma a voi, cosa disturba?

Cosa cazzo vi disturba?

A me un po' voi.

Un po' tanto, un po' troppo.

martedì 13 febbraio 2024

Lettera a G (per la recente adozione)

 : cara te (me),


ti vedo già partita di testa per questo topo.

È bene quindi che ti scriva un promemoria, che ignorerai come la maggior parte di buoni consigli che ti (mi) do.

  1. Devi ricordarti sempre, in ogni momento, che questo topolino non può avere sulle spalle la voragine nella tua anima lasciata da chi non c’è più e non puoi soffocarlo d’amore né responsabilizzarlo per le difficoltà che hai con le relazioni con gli umani. Avevi (avevamo) promesso, ricordi?
  2. Per quanto detto prima: questi animaletti hanno vita breve, brevissima, e non puoi permetterti (non possiamo permetterci) di affrontare la sua dipartita come abbiamo affrontato le precedenti. Perciò amalo ma non riversare cose su di lui: è un etto di essere vivente, potrebbe non meritarselo, che dici?
  3. Instaurare un rapporto di fiducia con un ratto richiede tempo e pazienza: non puoi pretendere che ti lecchi la faccia al secondo giorno. So che sei gemelli, cerchiamo di superarlo, ok?
  4. È una cosa bella, dolce e piena. Non strangoliamola con il dramma.


Per il resto, tutto bene.

Solo smarchiamo la questione sesso: l’hai adottato come maschio ma per ora delle palle nemmeno l’ombra. Da verificare.


Ciao, 

am racumand.

giovedì 13 aprile 2023

De cOrsa

 


: adesso dico anch’io qualcosa sull’orso.

No perché è giusto dire qualcosa sull’orso.

C’ho alle spalle un trenta e lode in filosofia morale, posso dire qualcosa sull’orso.

Cioè, se c’è qualcuno che può dire qualcosa sull’orso, quel qualcuno sono io.

Ché poi ci ho lavorato per anni, io, per l’orso.

Sarebbe anche l’ora di dire qualcosa sull’orso, dato che nessuno, proprio nessuno, sta dicendo qualcosa sull’orso.

Perciò sto per dire qualcosa sull’orso:

è un’orsa.

sabato 19 novembre 2022

Perché non ti compri una Ferrari?

 

: “Ma perché non fai un figlio?”
E tu perché non ti compri una Ferrari?
In una società in cui lo status è tutto, manifestare il proprio benessere economico è doveroso.
Perciò, perché non ti compri una Ferrari?

Mi risponderesti mai a una domanda così stupida, se io fossi così stupida da portela?
Prenderesti mai seriamente quella domanda?
Io non credo proprio, mi guarderesti con quello sguardo che si riserva a quelli che ti chiedono se sei in coda quando sei in piedi dietro a una fila di persone: no, sto solo annusando l’odore di nuca stagionata di questo signore davanti a me.
Non ci sono tanti motivi per cui uno non abbia una Ferrari, raga.
1. Potrebbe non desiderarla, potrebbe sbattergliene il cazzo della Ferrari: potrebbe avere altri interessi per cui spendere i suoi soldi che non siano una scuderia scalpitante sotto al culo. Vi sembrerà strano, ma ci sono persone che non amano le auto.
2. Potrebbe desiderarla ma non potersela permettere. Una Ferrari costa tanto, sia dal punto di vista economico (ovviamente) sia da quello psicologico: lo status che ti regala non è facile da gestire.
3. Potrebbe desiderarla, magari da sempre, ma potrebbe non poterla guidare. E sono tante le persone che non possono guidare, per una serie di motivi tra cui impossibilità fisiche, psichiche, ecc. 
Se qualcuno desidera una Ferrari ma per qualche ragione non ce l’ha e tu continui a chiedergli quando se la va a comprare, se va bene gli rompi solo i coglioni, se va male lo fai soffrire.
Inutilmente, solo per dare aria alla tua bocca che non sa produrre contenuti per riempire una conversazione.
Ci sono persone che sono serene nel dire perché non hanno una Ferrari e che, anzi, si divertono quando vengono poste loro domande così idiote (presente!).
Ce ne sono altre che si divertono meno.
Perciò, leggete qualche libro in più che vi dia spunti per conversazioni più brillanti.
Perché noi a dirvi che siete degli imbecilli perché avete comprato una Ferrari senza avere i soldi per assicurazione, bollo e benza ci mettiamo un attimo.
Ma siamo gentili e non lo facciamo.
Non approfittatene.

martedì 29 marzo 2022

Mai piò! Non nominare mia madre! Maiii!

 


: posso dire?
Trovo molto preoccupante che non si sappia distinguere tra un pugno, che poi era uno schiaffo, vero e uno finto.
Che non si sappiano leggere le situazioni a tal punto.
Gli influencer, quelli considerati intelligenti, quelli che scrivono libri, eh, non quelli che ti propongono il tè per dimagrire, ieri hanno speso fiumi di parole su questa farsa.
Hanno condannato sia la battuta che lo schiaffo ma lo schiaffo un po’ di più perché, sai, la violenza fisica no! Puoi anche dirmi che ho la mamma puttana ma, grazie al retaggio disgustosamente cattolico e all’allure smaccatamente hippie, io non posso rispondere con lo stesso bieco mezzuccio ma devo per forza porgere l’altra guancia.
Tutti a dire “Non credo fosse un siparietto perché sembrava proprio reale. Si è proprio sentita la botta!”.
Ah, sul serio?
Sul serio, agli OSCAR, qualcuno ha recitato qualcosa in modo credibile?
Ma Cristo, raga, ma ci svegliamo?
Dovrebbe preoccuparci, prima di fare della prosopopea su chi ha provocato o chi è stato provocato, il perché si sia sentito il bisogno di un teatrino del genere.
Perché, per sensibilizzare sul body shaming, si sia sentito il bisogno di inscenare un atto in cui il cavaliere difende l’onore della sua bella macchiato da una battutaccia, dopo averne riso entrambi, e dopo, se vogliamo essere precisissimi, averla fatta passare da cornuta tanto che lei ha dovuto ammettere di averlo fatto cornuto a sua volta per non essere vista solo come una povera cornuta ma una cornuta che sa il fatto suo.
È stato tutto manifestamente finto e, se posso sempre dire, così palesemente finto che avremmo potuto pretendere un pelo di più da uno che si è beccato un Oscar proprio per la miglior recitazione.
E non rendersene conto, prendendo le parti di questo o di quello, guardando romanticamente a un gesto di difesa o condannandolo, è qualcosa che mi mette i brividi.
Se posso sempre dire, eh.